Archivio Taccuino
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Un apprendistato negli studi di registrazione di New York, la neve, i jazz club Birdland e Blue Note, e un modo di ascoltare riportato a casa attraverso l’Atlantico.
Un pomeriggio a Villa Borghese con Michele Malea, la sua Rolleiflex e il sape. Fotografie scattate quando lo strumento cominciava silenziosamente a diventare parte di ciò che ero.
Guardare Mathew Ngau Jau intagliare un sape dal legno e capire che stavo entrando in una relazione con il suo costruttore, con il suo luogo e con la sua tradizione.
Visitare la Galleria Nazionale d’Arte Moderna con un registratore Zoom, raccogliere suoni per la colonna sonora di un video del museo e scoprire che un edificio continua a esibirsi, che qualcuno ascolti o meno.
Fotografie della sala ancestrale e una riflessione sul perché il significato del rituale spesso si comprenda soltanto dopo aver lasciato casa.
Fotografie ritrovate di un appartamento in cui dipingevo quasi ogni sera, e la consapevolezza che la foglia d’oro e le figure sacre erano già lì, molto prima che cominciasse il lavoro sugli antenati.